Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Jafar Panahi
Genere: Thriller, Dramma
★★★★ 😌
Meccanico rapisce un uomo perché pensa sia il suo torturatore e si forma un gruppo per decidere cosa fare. Thriller drammatico ambientato in Iran che esplora il trauma e la voglia di vendetta degli oppressi del regime che è anche una questione molto personale visto quanto ha subito il regista in prima persona, tecnicamente è un film semplice e ha un impostazione piuttosto teatrale ma ci sono alcune idee interessanti come l'uso della luce rossa, evocativa è la voliera accesa, memorabile è la buca nel deserto con quell albero solitario, il guardare nella cassa di continuo simboleggia un riguardare al passato e una rievocazione dell trauma incancellabile del gruppo che li lega insieme, belle le discussioni dei personaggi con ognuno che rappresenta un diverso modo di approcciarsi alla ribellione, mi piace che due sono degli sposi e che la fotografa non porta il velo, odiosi sono i poliziotti che chiedono le mute, il confronto emotivo nel climax a camera fissa raggiunge una grande intensità drammatica e il finale riesce a lasciarti un'amara sensazione di brivido lungo la schiena. Infatti il compito di ogni storia dovrebbe essere quello di far capire dei problemi anche molto lontani da quelli dello spettatore e secondo me il film riesce bene a fare questo, all inizio siamo sordi e ignoranti e non si capisce minimamente perché il protagonista fa quello che fa, perchè altera la sua voce? perché lo segue? ma dopo aver capito la sofferenza subita dall intero gruppo tutto diventa piu chiaro e anche noi spettatori riconosciamo all istante quel cigolio e rumore di passi e lo associamo senza problemi all'oppressione politica piu tragica e violenta. Mi piace anche come sono costruiti i dubbi e le ambiguità se la persona rapita è davvero il mostro del loro passato e come il film si chiede se la strada giusta sia davvero cedere alla cieca voglia di sangue o rimarcare invece le differenze umane di chi rispetta la libertà e la vita, Insomma non sarà tecnicamente un film eccezionale ma con coraggio va contro l'Iran e in modo sincero e onesto parla di trauma, risentimento e oppressione dei dissidenti meglio di tanti altri film che fanno solo finta di essere ribelli.

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