4 gennaio 2026

If I Had Legs I’d Kick You

Recensione Film
Anno: 2025
Regia: Mary Bronstein
Genere: Dramma, Psicologico

★★★ 😓

Dopo incidente nel suo appartamento una psicoterapeuta va in crisi perché deve accudire la figlia malata. Dramma psicologico che mostra una donna sempre piu disperata e stanca del suo ruolo di Madre e vorrebbe fare di tutto per fuggire via da questa pesante responsabilità, un film nero e cupo che offre continuamente disperazione, nervosismo e sensazioni di disagio, poi usa in modo interessante l'idea di voragine per entrare nell onirico e surreale con questo gigantesco buco depressivo nel soffitto in cui sprofondare ma la scelta piu importante della regia è di sicuro la decisione di non mostrare in volto la figlia che resta una presenza distante quasi come se fosse esclusa dalla mente della protagonista, cosi noi spettatori restiamo sulle emozioni e il volto della donna e siamo complici del suo disperato e criminale atto di rifiuto e senso di fastidio. Rose Byrne è decisamente straordinaria nel ruolo e trasmette una forte sensazione di disagio emotivo, bravo anche Conan O'Brien nel fare un distaccato collega terapista che subisce le sue lamentele e richieste d'aiuto ed è interessante l'ambiguità quando anche lei diventa distante e distaccata verso i suoi pazienti, fa sorridere la scena dell criceto in macchina che scappa ma tutto è sempre piu una visione nera nella mente di una donna che non ne può piu e vorrebbe strappare via questo cordone ombelicale con la figlia, ed è una sofferenza che nasce anche dalla vergogna di queste sensazioni e come per "Die My love" o "Babadook" ammiro il coraggio femminista di descrivere questo rifiuto e disgusto del ruolo di madre per come è un tema difficile e anche un taboo che per anni è stato nascosto e ignorato. Ma nonostante sia una argomento pieno di valore non mi convince il fatto che la protagonista sia una Terapista perché è un lavoro proprio dedicato a questi problemi e dopo anni di studio sull argomento non ha senso il suo sentirsi persa e sprofondare in una depressione cosi nera, i rapporti con i personaggi non sono mai ben chiari e dal marito all collega terapista non si capisce cosa vuole davvero questa donna che si lamenta di continuo senza agire e anche come viene usata la malattia della figlia non mi piace e all inizio il film sembra farti intuire che abbia una grave malattia terminale e questo spiegava il grande dolore, senso di impotenza e voglia di evasione ma poi si scopre che in realtà è una stupida operazione con il sondino per perdere peso totalmente superflua se non a fare una scena simbolica del cordone ombelicale e allora molto del dramma umano crolla per fare facile pretenziosità artistica e dopo tutte queste sensazioni nere e voglia di annegare tra le onde il finale butta velocemente una crescita emotiva poco convincente con quel "prometto che migliorerò". Nell insieme è un film ansiogeno nero e cupo che entra bene nella disperata psiche di una donna sola, stanca e depressa che non ne può piu di fallire come madre.

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