Recensione Film
Anno: 1981
Regia: John Landis
Genere: Horror, commedia
★★★ 😐
Turista americano attraversa con amico le campagne inglesi e viene contagiato da un lupo mannaro. Horror che utilizza un leggero umorismo cinico per tormentare l'esistenza del suo protagonista omaggiando la classica figura del licantropo, ed è molto bello l'inizio all entrata del pub con tutti i locali che li guaradano male, si sente la tensione quando girano al buio isolati, sono esagerati e sempre piu assurdi gli incubi che fa con addirittura un assalto di nazisti mostruosi, eccezionali e veri capolavori sono gli effetti prostetici per le ferite dell amico che diventa sempre piu un digustoso cadavere, è tenera la relazione con l'infermiera, fanno sorridere i tizi insanguinati al cinema porno che arrabbiati lo incitano a togliersi la vita in vari modi, stupidissimi gli incidenti e il caos mortale a Piccadilly Circus e ovviamente la trasformazione è una di quelle scene iconiche da scuola di cinema ed è incredibile come è stata realizzata con le parti che si allungano e il corpo che si contorce. Ma viene da chiedersi basta davvero un grande make-up e una trasformazione iconica a fare un buon film? nonostante l'eccezionale qualità artistica piu di un elemento lascia forti dubbi e non ha senso come sia finito di colpo un un ospedale a Londra, molto brutte le musichette anni '50 che stemperano la tensione, la storia vuole essere cinica e cattiva sottolineando l'inevitabilità della morte e presenta tutta una dolce relazione con l'infermiera per strappare un emozione allo spettatore ma in realtà il rapporto tra i due è molto piatto e a senso unico con lei che è innamorata persa dal primo minuto, sono una noia tutte le indagini del dottore che allungano il brodo, il lupo mannaro si vede in azione pochissimo e la regia furbamente gioca di suggestioni per i limiti di budget certo ma resta una grande insoddisazione per questi brutti montaggi veloci, lo stesso umorismo non mi ha convinto e arrivano piatte le interazioni con i personaggi, il guardare gli spot in tv, lo svegliarsi nudo allo zoo, rubare palloncino a un bambino, mettersi cappotto da donna, l'insultare il poliziotto o andare al cinema porno a vedere le tettone non sono cose che fanno cosi tanto ridere. Nel concreto è un film che non sembra avere la voglia e il coraggio di esplorare i temi trattati, lo scontro di culture tra l'america e l'inghilterra rurale è appena accennato, c'era la possibilità di mostrare il senso di colpa e il trauma per aver abbandonato l'amico ma lui in realtà ha fatto l'eroe ed è tornato nonostante fosse spacciato, il cercare di lottare con la natura violenta e animalesca dell essere umano viene stemperato da ogni musichetta e goffa interazione, la relazione con l'infermiera è troppo romantica e anche la paura di perdere il controllo, fare del male agli altri ed impazzire non ha nessun simbolismo sulle malattie trasmissibili e la natura del maschio che cerca veloci avventure sessuali. Nell insieme è una piacevole storia sulla licantropia che merita il suo stato di culto ma per me vive troppo intorno alla sua scena madre di trasformazione che praticamente si mangia il resto del film.

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